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Studio legale avvocato | risarcimento danni errore medico malasanitĂ 

come fare la richiesta danni per malasanitĂ  | studio legale

Le notizie che lo specialista deve concedere ai fini del consenso informato rileva anche, in caso di concessione del consenso, per stabilire le possibili complicazioni che il malato accetta, come una condivisione egli stessi propositi del medico di buona prosecuzione e di evitare effetti avversi e sicuri.

richiesta danni per malasanitĂ 

Il paziente che si trova ad affrontare ciò - che è una tappa imprescindibile del rapporto di terapia con lo specialista – accetta precauzionalmente le possibili complicazioni, e se esse si manifestano, si avrà una minore predisposizione all’accusa del dottore.

In caso di accusa, lo specialista non è tenuto all’indennizzo delle lesioni derivanti da carenza di notizie (tranne i possibili casi di colpa per cattiva identificazione, consigli errati o inattività; ma sarebbe una diversa sfera, che produce una “colpa” rapportata all’esecuzione dell’azione che viene dopo).

In caso di scorretta notificazione del paziente, si manifestano quelle condizioni di vita, dando vita a disorganizzazione di forza rapportata al livello di gravità degli esiti manifestatisi e non previsti. E’ questa la lesione non patrimoniale che, spesso, coincide con la conseguenza del mancato adempimento al dovere di notificazione del malato.

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Base di rimborsabilità della lesione non patrimoniale è l’eventualità di superare la pesantezza della lesione secondo i canoni indicati nei verdetti delle Sezioni unite nn. da 26972 a 26974 del 2008, secondo cui il diritto deve essere annoverato oltre uno specifico margine di accettabilità, fissato dai giudici, in valutazione del fattore di compartecipazione e di disponibilità rapportato alle modalità di cognizione sociale in una data epoca.

Non possiamo fornirvi maggiori dettagli in merito. Anche se si manifesta il non adempimento al diritto all’autogestione, anche se non vi sono lesioni alla salute derivanti da esso perché il trattamento sanitario obbligatorio è avvenuto idoneamente, può sussistere un limite di indennizzo; mentre la natura indennizzabile della lesione prodotta da inadempimento alla salute, manifestatosi per le ipotizzate conseguenze del trattamento necessario e svolto secundum leges artis, ma non caratterizzato da preventiva notificazione al malato circa le possibili complicazioni, e perciò in assenza di consenso, irrimediabilmente prevede un accertamento del fatto che il malato non avrebbe accolto la cura in caso di notificazione corretta da parte del medico.

- Il malato è scoraggiato dal relativo dovere di prova, che può essere rispettato anche con azioni scorrette:

-) in quanto l’accertamento di rapporto di causalità tra contravvenzione e pregiudizio comunque spetta a chi verifica l’infrazione altrui e dunque voglia essere indennizzato;

-) in quanto emerge il fattore positivo che il malato avrebbe espresso il rifiuto al dottore;

-) in quanto occorre pur sempre capire la collocazione della decisione personale, così che anche il requisito di suddivisione del dovere di accertamento in merito alla “conformità” al fatto da mettere in evidenza, produce la scelta conclusiva;

-) in quanto la differenza della decisione del malato in rapporto alla supposizione di utilità del sanitario non corrisponde all’id quod plerumque accidit. 3.4.

– I casi in cui il malato rifiuta il trattamento, dopo la descrizione da parte del medico dei possibili esiti, non sono stati trattati dalla corte d'appello, perché essa ha commesso l’errore di diritto, nella parte in cui ha affermato che il medico deve rispondere di lesioni alla salute in casi di semplice assenza dl consenso informato e consapevole (che è terminologia più adatta di quella usata, poiché “informato” non è il consenso, ma è il malato che lo esprime).

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