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tutela del paziente

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La giustificazione è corretta quando parla di violazione della legge, ma non quando evidenzia una mancanza motivazionale, perché l’accertamento reale ha riguardato le congetturate puntualizzazioni della paziente, ostruita dalla cedevole (ma inesatta) deliberazione in diritto approvata .4.

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– La quarta motivazione (erroneamente definita anch'essa come terza a pagina 19 del ricorso) afferma il non adempimento e la fraudolenta adozione degli artt. 185 c.p. e 1223 e ss. c.c., in merito all'art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c., quando la corte d'appello ammette l’indennizzo, oltre delle consuete lesioni, (biologico da malattia provvisoria e patrimoniale), anche “la lesione morale, consistente nelle sofferenze date dalla cheratite bollosa e dalla seguente azione di chirurgia”.

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Dunque, in primo luogo la lesione morale individuale si manifesta solo in casi di azioni criminose, nella specie inconsistente. Inoltre si manifesta anche con l’assenza del rapporto di causalità tra non adempimento all’onere di avviso e cheratite bollosa in seguito all’intervento, che cagionava dolori alla malata, e avrebbe prescritto la soluzione contraria per le medesime giustificazioni presenti nel terzo presupposto di ricorso.4.1.

- Il primo elemento discordante è ingiustificato, alla luce della norma secondo la quale il non adempimento a un diritto personale sacro, quale quello di autogestione rispetto alla tutela terapeutica della propria salute, produce la rimborsabilità di tutte le lesioni non patrimoniali derivanti (Cass., Sez. un., nn. 26972, 26973 e 26974 del 2008, cui ha fatto riferimento la giurisprudenza seguente).

Il secondo fattore concerne le ragioni già emerse in sede di analisi della terza motivazione di ricorso, poiché la corte ha ammesso l’indennizzo delle lesioni morali alla persona, in relazione alla concreta lesione alla salute, soggetto a rimborso per l’errata giustificazione in diritto.