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Tag:tutela del paziente

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Studio legale avvocato | risarcimento danni errore medico malasanitĂ 

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La questione della relazione di causalità tra errore medico e pregiudizio del paziente trova risoluzione attraverso le normative eziologiche specificate negli art. 40-41 Cp che evidenziano la teoria della condicio sine qua non: il comportamento del sanitario è causa del danno se mentalmente rimosso si rendono nulle le conseguenze pregiudizievoli per il paziente.

In merito a siffatta relazione di causalitĂ  sono state espresse, dal giudice di legittimitĂ , tre posizioni:

-) con la prima, veniva connesso alla relazione di causalitĂ  il criterio delle giuste e ragionevoli possibilitĂ  di successo della condotta impeditiva omessa.

In merito ad un tradizionale orientamento della giurisprudenza (Cass. pen. sez. IV, 23 gennaio 1990) la relazione causale in ambito di responsabilitĂ  medica, va accertata con il criterio della probabilitĂ .

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Tenendo conto di questo orientamento (tra le altre Cass., 7/1/1983; Cass., 2/4/1987; Cass., 23/1/1990; Cass., 18/10/1990; Cass., 12/7/1991; Cass., 23/3/1993; Cass., 30/4/1993; Cass., 11/11/1994), sono necessarie soltanto giuste e ragionevoli probabilità di successo per l’azione impeditiva dell’evento, anche se con la circoscrizione di ridotti elementi di probabilità (rispetto a ciò si esamini il cosiddetto caso Silvestri con 30% di probabilità, Cass. Sez. IV, 12 luglio 1991, in Foro it., 1992, II, 363). b)

La seconda posizione che risulta essere quella minoritaria si fonda sul criterio della probabilità che corrisponde o risulta prossimo alla certezza. Con questo orientamento si prevede la verifica che il comportamento alternativo dell’agente avrebbe ostacolato l’azione lesiva con un alto livello di probabilità in una percentuale prossima a cento (a tal proposito si esaminino tutte le sentenze Battisti - dal nome dell’estensore- Cass, 28 sett. 2000; Cass, 29 sett. 2000; Cass, 28 nov. 2000, tutte in Riv. It. Dir .proc. pen., 2001, 277).

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La terza ed ultima posizione, invece, viene evidenziata dalle Sezioni Unite penale del 2002, ed inerisce la necessità dell’accertamento causale mediante un alto livello di credenza razionale (Cass., SS. UU, n. 30328/2002, ric. Franzese).

Soprattutto nella sentenza Franzese, viene evidenziato come la struttura della condizionalità sottolineata dagli artt. 40 e 41 c.p. si completi con il criterio della sussunzione sotto norme di legge di carattere scientifico, per assicurare certezza e precisione al tipo di inchiesta e l'approdo di un’inseparabile nesso di causalità con i dati oggettivi che derivano dalle stesse leggi di carattere scientifico.

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